Archivio per 24 aprile 2009

Scoperto il più piccolo pianeta extrasolare:è il doppio della terra

Pubblicato da evidenzaliena su aprile 24, 2009

Il grafico mostra i quattro pianeti esistenti intorno alla stella Gliese581 (fonte Eso). Il nuovo pianeta scoperto è quello battezzato con la lettera E. Del pianeta D si è ricalcolata la posizione risultata più vicina alla stella di quanto si credesse. Questo fa supporre che la sua superficie sia ricoperta di oceani

Il grafico mostra i quattro pianeti esistenti intorno alla stella Gliese581 (fonte Eso). Il nuovo pianeta scoperto è quello battezzato con la lettera E. Del pianeta "D" si è ricalcolata la posizione risultata più vicina alla stella di quanto si credesse. Questo fa supporre che la sua superficie sia ricoperta di oceani

Lo ha visto Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra:il più famoso cacciatore di pianeti extraterrestri

Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra è il più famoso cacciatore di pianeti extraterrestri in orbita attorno ad altre stelle perché nel 1995 scopriva il primo nelle vicinanze della stella 51 Pegasi. Ora Mayor e il suo gruppo di astrofisici compiono un altro balzo importante in questa frontiera della ricerca astronomica; sicuramente la più affascinante.Mayor ha infatti trovato intorno alla stella Gliese 581 un pianeta battezzato «Gliese 581 e» che è il più piccolo finora scoperto avendo una taglia che è appena il doppio della nostra Terra. Ma il gruppo ha ottenuto pure un altro risultato importante ristudiando il circondario della stella situata a 20,5 anni luce della Terra, nella costellazione della Bilancia. Già, intorno ad essa, erano stati individuati in passato tre altri pianeti e di uno di questi il «d» nel 2007 si è ricalcolata la posizione scoprendo che si trova più vicino di quanto ritenuto in passato collocandosi nella «zona abitabile», cioè ad una giusta distanza dalla stella madre ricevendo una equa quantità di energia. Tutti gli altri si trovano più vicini all’astro e quindi troppo riscaldati. Il più vicino di tutti è proprio il nuovo appena individuato («e»).«È il piccolo pianeta finora rilevato – precisa il coautore della ricerca Xavier Bonfils dell’Osservatorio di Grenoble – ed è con grande probabilità un pianeta roccioso». Per compiere un giro intorno alla stessa in 3,15 giorni. Ma l’attenzione riportata sul «Gliese 581 d» sette volte più massiccio della Terra e con una rivoluzione intorno alla stella di 66,8 giorni ha prodotto grandi frutti. All’epoca della scoperta nel 2007 era ritenuto un pianeta ghiacciato. Ora si pensa che sia migrato verso l’astro posizionandosi dove è stato misurato di recente. Quindi trovandosi nella «zona abitabile» dove l’acqua può essere liquida «questo diventa il primo serio candidato ad essere un mondo d’acqua» ha precisato Stephane Udry, del gruppo di ricerca. Di conseguenza il più probabile gemello della Terra. Ma il senso del progresso compiuto in questi anni lo ha dato Michel Mayor: «Gliese e è ottanta volte più piccolo del Pegasi b che avevo trovato nel 1995. In 14 anni abbiamo compiuto un tremendo balzo affinando le nostre tecniche e le nostre capacità fino a questo punto». Complessivamente i pianeti extrasolari scoperti sono oggi circa 350.

Fonte:corriere.it

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Microrganismi scoperti sotto i ghiacci dell’Antartide

Pubblicato da evidenzaliena su aprile 24, 2009

Vivono da 1,5 milioni di anni sotto i ghiacci dell’Antartide

È stata scoperta una colonia di microbi che vive in totale isolamento e in condizioni estreme da 1,5 milioni di anni sotto i ghiacci dell’Antartide. La scoperta, annunciata su Science da un gruppo di ricercatori guidati dall’università di Harvard e dal Dartmouth College, ha importanti implicazioni per la ricerca della vita sugli altri pianeti del sistema solare perchè dimostra che essa può resistere anche in condizioni finora considerate impossibili per qualsiasi organismo.I microrganismi sono stati scoperti in una riserva di acqua salata simile all’acqua di mare sepolta sotto i ghiacci del ghiacciaio Taylor, famoso per la presenza delle cosiddette «Cascate di sangue», corsi d’acqua di colore rossastro a causa della presenza di minerali di ferro e zolfo. Le condizioni di buio, freddo e scarsità di ossigeno sono così rigide che erano considerate finora assolutamente ostili alla vita. I microbi sono molto simili ad alcune specie che vivono negli ambienti marini e si pensa che la colonia che ora vive sotto il ghiaccio vivesse nelle acque antartiche quando queste erano più calde e si è poi straordinariamente adattata alla nuova condizione.

Fonte:corriere.it

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