Archivio per 2 maggio 2009

Mistero a Riesi (CL):il pavimento di un abitazione raggiunge i 100 gradi

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 2, 2009

Nella foto un altro evento misterioso a Riesi (CL),il croop circles rinvenuto ad aprile 2008

Nella foto un altro evento misterioso a Riesi (CL),il croop circles rinvenuto ad aprile 2008

Resta ancora un mistero. Dopo tre giorni di scavi, rilievi e misurazioni, il pavimento di un appartamento in via Mazzini a Riesi ha raggiunto i 100 gradi. Siamo a pochi chilometri da Caltanissetta.Il sindaco, Salvatore Buttigé, ha mobilitato più forze possibili per accertare l’origine del fenomeno: tecnici e studiosi del centro di geofisica e vulcanologia di Palermo, vigili del fuoco, addetti dell’Enel e della Siciliana Gas.Oltre settanta ore di monitoraggio continuo che si sono concluse con un nulla di fatto.Sono stati effettuati degli scavi per accertare l’eventuale presenza di cavi o condutture. Esclusa l’ipotesi dell’alta tensione come anche quella della possibile presenza di una fuga di gas.Stamattina, poco prima di mezzogiorno, si è riunito il comitato tecnico. La decisione presa è stata quella di presidiare l’abitazione. Nessuna evacuazione, almeno per il momentoInizialmente, nel paese, si era anche diffusa la voce di emissioni di fumo provenienti dalla strada. Voce poi smentita dallo stesso sindaco. Si sarebbe infatti trattato semplicemente della polvere sollevata dai mezzi durante le operazioni di scavo.Di certo al momento c’è la costituzione di un comitato permanente per l’osservazione del fenomeno. Oggi gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Palermo avvieranno ulteriori analisi e misurazioni.”Siamo in attesa – afferma il sindaco Buttigé – di capire l’origine del fenomeno. I tecnici sono perplessi. La natura del fenomeno al momento non è infatti chiara”.Non sembra neanche attendibile l’ipotesi di vulcanelli nella zona. Lo scorso anno sotto la collina di Sant’Anna, a Caltanissetta, si era aperto un fronte con una notevole fuoriuscita di gas che aveva prodotto l’innalzamento del terreno.E ancora prima un evento simile si era manifestato nella zona di Santa Barbara, dove furono sfollate 24 famiglie. A Riesi resta quindi il mistero sull’evento. Mistero che porta molti a pensare ai recenti fenomeni che si sono registrati a Canneto di Caronia. Fenomeni che non sono stati sino ad oggi spiegati. Anche allora vennero coinvolti numerosi studiosi e venne istituita una task force speciale. Dai poltergeist agli esperimenti militari, passando per la presenza di Ufo, ancora nulla è stato però spiegato. Anche in questo caso ciò che è vero sono i danni riportati alle abitazioni e alle apparecchiature elettroniche del luogo.

Fonte:siciliainformazioni.com

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Fotografato teschio alieno su marte?

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 2, 2009

L'immagine scattata su marte dal "rover" Spirit,sembra raffigurare un teschio umanoide

A priva vista sembra una roccia del deserto, ma ad uno sguardo più attento nasconde qualcosa di misterioso: c’è un’immagine che sta facendo impazzire i blogger e gli ufologi di mezzo mondo perché assomiglia proprio allo scheletro di un extraterrestre. L’ha scattata su Marte il ‘rover’ Spirit ed è oggetto di decine di forum e chat per appassionati del genere.Uno degli ‘alien-spotter’,ha analizzato le immagini concludendo: “Lo scheletro è di 15 centimetri con due occhi a 5 centimetri di distanza fra loro. La capacità cranica è approssimativamente di 1400 cc  e si intravede quella che sembra una piccola bocca appuntita, quindi è probabile che questa creatura sia carnivora”.Un altro blogger,più scettico, fa notare che “la corona ha una struttura ampia, evidentemente per sostenere la muscolatura di antenne, anche se non sono visibili da questa angolazione”. “Il setto nasale è allargato e smussato come se fosse stato esposto in un contesto freddo e ventoso – osserva ancora – E’ stato decapitato o sepolto fino al collo?”.L’ultima immagine marziana che assomigliava a uno scheletro risaliva al 2006, ma risultò in seguito alterata. Quanto alla famosa ‘Faccia su Marte’, immortalata dalla sonda Viking 1 nel 1976, che mostrava le sembianze di un volto umano, fu spiegata con un contrasto di luce poi scomparso quando la stessa zona fu fotografata di nuovo.

Fonte articolo orgininale in lingua inglese:telegraph.co.uk

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Impronta gigante scoperta a Coahuila in Messico

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 2, 2009

Il Sig.Narciso Rodriguez Mireles ha recentemente inviato al sito AnaLuisaCid alcune foto scattate  in località Coahuila, Messico.Le immagini mostrano quella che sembra essere a tutti gli effetti una gigantesca orma scolpita all’interno di una roccia;Rodriguez racconta che la prima volta che vide quell’orma fu 16 anni fa,ma all’epoca non aveva con se la fotocamera per poter scattare le foto così a distanza di anni (maggio 2005) è ritornato nello stesso luogo,documentando la sua scoperta.L’impronta che pare appartenere a quelche animale del tempo dei dinosauri ed è la più grande mai vista in rete fino ad ora, è situata alla periferia di Arteaga,a 20 minuti da Saltillo,in una zona chiamata Bella Unione;non è semplice arrivarci perchè il terreno è formato da pietraio e roccia inoltre non vi è molto spazio per scattare foto.Le immagini sono state inviate al Museo del Desierto di Coahuila per ulteriori indagini.

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Il mantello invisibile è diventato realtà,la scoperta di uno scienziato inglese

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 2, 2009

Ecco leffetto che fa indossare un mantello invisibile

Ecco l'effetto che fa indossare un "mantello invisibile"

Scienziato inglese scopre un materiale che nasconde gli oggetti.La luce viene deviata lambendo l’oggetto che “scompare”

“Non è ancora il mantello che rende trasparente Harry Potter, ma ci stiamo avvicinando”. L’immaginifico fisico John Pendry dell’Imperial College di Londra ha trovato la ricetta dell’invisibilità. Il suo segreto – spiega su Science – sta in un materiale capace di piegare la luce a proprio piacimento. Una superficie con proprietà elettromagnetiche tali da deviare i fasci luminosi, farsene lambire e poi costringerli a tornare nella direzione originaria: come se l’oggetto attraversato non esistesse. Questa danza della luce, descritta in maniera convincente al tavolino, sul piano pratico è stata tradotta solo in rozzi prototipi, finanziati tra gli altri dal dipartimento della difesa Usa. Appaiono come cerchi, spirali, cilindri e minuscole sfere affiancati tra loro o immersi in materiali dalle proprietà elettromagnetiche simili all’aria. “Credevamo di aver scoperto tutto sull’elettromagnetismo” dice Roberto Olmi dell’Istituto di fisica applicata del Cnr di Firenze. “Fino a quando non si è aperta la strada ai metamateriali: strutture che assumono proprietà fisiche sconosciute in natura, grazie a una particolare disposizione delle componenti microscopiche”.Se immergiamo un bastone nell’acqua ci appare spezzato. “Da un bastone immerso in un metamateriale si otterrebbe un’immagine opposta rispetto a quella riflessa dall’acqua. In termini tecnici diciamo che puntiamo a ottenere un indice di rifrazione negativo” spiega Olmi. Toccando i tasti giusti su questo pianoforte, è possibile rendere trasparenti tutti gli oggetti. “Per il momento – prosegue il ricercatore del Cnr – sapremmo farlo solo “cancellando” un colore alla volta. Ma sovrapponendo strati diversi del metamateriale adatto, ognuno specifico per un colore, potremmo realizzare il vero mantello invisibile”. L’oggetto si presenterà come un puzzle di strutture geometriche simili ad anelli aperti e minuscoli cilindri. Ognuno di essi sarà capace di catturare e deviare il proprio fascio di luce. Anche se, come spiega Pendry, utilizzare il mantello sarà tutt’altro che facile: “Per essere invisibili dobbiamo indossarlo, ma se lo indossiamo non possiamo guardare fuori. Senza contare la difficoltà di ritrovarlo dopo averlo tolto”. I risultati raggiunti oggi partono da lontano. “Alla fine degli anni ’60 – racconta Giuseppe Molesini dell’Istituto nazionale di ottica applicata del Cnr – il fisico russo Victor Veselago aveva teorizzato tutto questo, senza avere nessuno dei mezzi di cui disponiamo oggi. I suoi studi sono stati ripresi solo trent’anni più tardi. Molte delle prove sperimentali dimostrano che aveva visto giusto”. Se poi il mantello invisibile dovesse risultare del tutto inutile, i metamateriali potranno sempre servire a costruire microscopi potenti e fotografie tecnicamente perfette.

Fonte:repubblica.it

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