Archivio per 5 maggio 2009

Riesi come Canneto di Caronia?Tra ufo e “Star Wars”

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 5, 2009

Rif.notizia originaria

Riesi come Canneto di Caronia? Forse. Almeno sul fronte delle spiegazioni scientifiche. Nessuno, infatti, è riuscito ancora a trovare e provare la causa di un fenomeno che spinge studiosi e curiosi in via Mazzini. Perché il pavimento a pian terreno di quella palazzina a due piani ha raggiunto i cento gradi? E soprattutto, perché continua a mantenere una temperatura che si aggira intorno ai sessanta gradi? Enel, tecnici, geologi, vulcanologi protezione civile non hanno ancora trovato una soluzione al mistero di Riesi.Un mistero che col tempo si colora di ricordi e di fatti non molto distanti nella memoria collettiva. Basta cercare con attenzione su Internet per accorgersi che questa cittadina, in provincia di Caltanissetta, era già balzata in passato agli onori della cronaca. Per due anni di fila, infatti, avrebbero fatto la loro comparsa a Riesi i cerchi nel grano. Su questo fenomeno c’è un’ampia letteratura e diverse spiegazioni. Secondo una delle ipotesi questi cerchi sarebbero creati da presunti dischi volanti atterrati sui campi, appiattendo le messi in un cerchio ben definito. Altri invece affermano che i cerchi sarebbe frutto di un intervento umano. Su Wikipedia si legge anche di un “satellite artificiale in orbita attorno alla Terra stia usando un qualche tipo di emissione energetica (ad esempio un raggio di microonde o Maser) per creare i disegni. […] Gli assertori di questa teoria ipotizzano che il programma “Star Wars” del Pentagono possa aver sviluppato un satellite in grado di inviare tale tipo di raggi a microonde”. Riesi per il momento resta comunque come Canneto di Caronia. Nella frazione in provincia di Messina di certo c’è soltanto una banca dati con 350 eventi: avvistamenti, rilievi di campi magnetici, bolle marine dal diametro di un chilometro, distese di melanzane colore arcobaleno, fino ad alcune foto con oggetti circolari sospesi sull’isola di Vulcano.

Fonte:Siciliainformazioni.com

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Riscaldamento globale:si spezza piattaforma di ghiaccio al polo sud

Pubblicato da evidenzaliena su maggio 5, 2009

La foto, scattata dal satellite dallAgenzia spaziale europea, mostra la profonda frattura lungo il Wilkins ice shelf e grossi iceberg che si staccano dalla piattaforma

La foto, scattata dal satellite dall'Agenzia spaziale europea, mostra la profonda frattura lungo il Wilkins ice shelf e grossi iceberg che si staccano dalla piattaforma

Il riscaldamento globale ha provocato profonde fratture nel ghiaccio, grossi iceberg alla deriva

Le immagini dell’ Esa -l’ agenzia spaziale europea -mostrano grossi iceberg staccarsi dal «Wilkins ice shelf », una piattaforma di ghiaccio che si trova nella penisola Antartica. I ricercatori hanno affermato che il «Wilkins ice shelf» -grande quanto la Giamaica- è ha rischio di disgregarsi completamente nelle prossime settimane. La piattaforma è rimasta perlopiù stabile nel corso dell’ultimo secolo, ma ha cominciato a ritrarsi negli anni ’90. Il «Wikins ice shelf» era tenuto insieme da un «ponte» di ghiaccio che legava l’isola di Charcot alla terra ferma Antartica. Ma in seguito al crollo del ponte avvenuto nelle scorse settimane, le fratture nel lato nord della piattaforma si sono ampliate e altre si sono formate per l’assestamento del ghiaccio. Secondo i dati del satellite, i primi iceberg si sono staccati venerdì scorso e da allora circa 700 km quadrati di ghiaccio sono caduti in mare.« Ci sono pochi dubbi sul fatto che questi cambiamenti sono il risultato del riscaldamento dell’atmosfera nella penisola Antartica, che è stato più rapido nell’emisfero sud», ha affermato David Vaughan, ricercatore del British Antarctic Survey. « Otto piattaforme di ghiaccio lungo la penisola Antartica hanno mostrato segni di rottura negli ultimi decenni e il distaccamento del «Wilkins ice shelf» è l’ultimo e il più grande della serie» spiega lo scienziato. La piattaforma ha perso il 14 % della sua massa nel corso dello scorso anno. Secondo i dati, negli ultimi 50 anni le temperature medie nella penisola Antartica sono aumentate di due gradi e mezzo, un aumento superiore alla media globale. Nelle prossime settimane gli scienziati ritengono che il «Wikins ice shelf» perderà circa 3,3370 km quadrati di ghiaccio, un’area grande quasi quanto il Lussemburgo. La rottura delle piattaforme antartiche non provoca in sé l’aumento del livello degli oceani, perché il ghiaccio non si scioglie ma continua a galleggiare, ma insieme all’aumento della temperatura dell’acqua è un importante indicatore del cambiamento climatico in atto nel pianeta.

Fonte:corriere.it

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