Archivio per giugno 2009

Ufo luminoso di color arancio avvistato a Sora (FR)

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 30, 2009

Di seguito l’e-mail pervenuta alla nostra redazione relativa ad un presunto avvistamento ufo a Sora (FR),avvenuto la sera del 29/06/2009 alle 23:30 circa.

Sandra ci scrive:

Salve,
Ho assistito ad un evento stranissimo. Sono uscita per fare una passeggiata a piedi e ad un tratto mi sono incuriosita perchè ho visto un gruppo di persone che guardava in alto. Così ho portato anch’io lo sguardo al cielo e ho visto un punto luminoso, colore arancione, tondo, poco sfumato della dimensione di una pesca, considerando la distanza che può essere come quella di un aereo in volo. l’evento è durato alcuni minuti, il punto si è allontanato piano piano ma la cosa strana che tutto ad un tratto si è volatilizzato!! Potrebbe essere un ufo?

Invitiamo chiunque fosse stato testimone dello stesso evento o di altri avvistamenti su Sora e nei dintorni a contattarci o di inoltrare la propria testimonianza tramite il commento a questo post.

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La civiltà degli Anasazi,un popolo venuto dalle stelle

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 29, 2009

Le città stellari degli Anasazi (100 a.C. – 1600 d. C.)

Le "città stellari" degli Anasazi

Mentre Maya ed Incas sostenevano di proteggere una conoscenza “donata dagli dèi”, un popolo amerindio, chiamato Anasazi, cioè “antichi stranieri”, sosteneva addirittura di essere frutto di una “discendenza stellare”. Edificarono pochi villaggi durante la loro breve permanenza nel corso della storia, con lo scopo di lasciare un monito eterno ai posteri.

LA SCOMPARSA DEGLI ANASAZI

Per molti si tratta del più importante mistero archeologico del Nord America. Ed è difficile pensare il contrario quando si inizia a conoscere la storia degli Anasazi, un popolo che ha lasciato tracce di una grande civiltà qui, nel New Mexico, prima di scomparire misteriosamente, circa 800 anni fa…

Chi erano? Che funzione avevano i loro enormi kivas? Cos’era per gli Anasazi Pueblo Bonito? Quali segreti del cielo e della terra conosceva questo popolo? Cosa li indusse ad abbandonare improvvisamente Chaco Canyon?

Pueblo Bonito nel ChacoCanyon è un grande complesso a forma di ferro di cavallo, edificato nel 1100 d.C. e composto da 700 stanze

Pueblo Bonito nel Chaco Canyon è un grande complesso a forma di ferro di cavallo, edificato nel 1100 d.C. e composto da 700 stanze

Pueblo Bonito è il sito più noto di Chaco Canyon, nell’estremo nord ovest dello stato americano del New Mexico. Chaco Canyon è un canyon lungo circa 19 chilometri e largo poco più di un chilometro e mezzo. Pueblo Bonito è il sito più grande di tutta l’area abitata un tempo dagli Anasazi. Posto all’estremità nord del Chaco Canyon, Pueblo Bonito lascia ancora oggi in dubbio gli studiosi sulla sua natura: era la capitale di questo misterioso popolo oppure era il più importante centro religioso dell’area? Gli Anasazi sono scomparsi senza lasciare niente di scritto, non sappiamo neanche se usassero la scrittura o meno. Dobbiamo quindi affidarci a quanto gli archeologi hanno capito dalle pietre e dalle costruzioni rimaste.

Sugli Anasazi si sono dette molte cose da quando, nel 1888, due cow boy capitarono casualmente nel Chaco Canyon, all’epoca in una zona abitata dai pericolosi Navajos. E proprio ai Navajo è legato uno degli errori più diffusi sugli Anasazi, popolo che prende il suo nome proprio da una parola Navajo che significa “antichi” e non come a volte si è detto “i nemici” . In passato, anche di recente, per raccontare le vicende degli Anasazi si è lavorato molto di fantasia: li si è fatti diventare cacciatori di bisonti, animali che invece popolavano zone lontane da qui, mentre erano raffinati contadini; si li si è fatti montare a cavallo anche se i primi cavalli arrivarono in America con gli spagnoli, più di due secoli dopo la “scomparsa” degli Anasazi; si son fatte risalire le loro origini a circa 6.000 anni fa mentre le prime notizie certe di questo popolo risalgono a più o meno 2.000 anni fa.

Le costruzioni di Pueblo Bonito raccontano una breve storia: questo complesso venne eretto tra il Mille e il 1150 d.C. Si trattava di un’unica costruzione a ferro di cavallo composta da circa 700 stanze, tutte più o meno delle stesse dimensioni e distribuite su quattro piani. Si calcola che nel momento di maggior splendore ci vivessero oltre mille persone L’aspetto uniforme delle stanze e l’assenza di mobili e arredi hanno fatto in un primo tempo pensare ad una società priva di gerarchie sociali ma c’è chi crede che Pueblo Bonito fosse una specie di enorme convento, destinato ad ospitare la casta sacerdotale degli Anasazi, un popolo ossessionato dal cielo ma anche dalle energie della terra. A questo aspetto della religione degli Anasazi ci riporta anche uno degli aspetti più impressionanti di Pueblo Bonito: i giganteschi kiva, queste enormi fosse perfettamente circolari tipiche di ogni insediamento Anasazi. La caratteristica di Pueblo Bonito è però il numero delle sue kiva, ben 37. Nessun altro sito ne ha così tante. Ma per capire meglio cosa fossero le kiva lasciamo Pueblo Bonito per raggiungere “Casa Rinconada”. Si tratta di una delle più grandi kiva di tutto il Chaco Canyon, con i suoi 20 metri di diametro e i quasi cinque di profondità. Una gigantesca fossa perfettamente circolare che, a differenza delle altre kiva, non è inserita in un centro abitato ma è posta in cima ad una collinetta a mezzo miglio da Pueblo Bonito.

I Kiva sono delle fosse perfettamente circolari, presenti in tutti gli insediamenti Anasazi

I Kiva sono delle fosse perfettamente circolari, presenti in tutti gli insediamenti Anasazi

Ma a cosa servivano dunque le kivas? Erano fosse, per lo più perfettamente circolari e forse coperte da tetti in legno, utilizzate per riunioni e cerimonie sacre. Al centro c’era sempre un foro nel pavimento. Gli Anasazi, molto attenti alle forze della natura, ritenevano non solo che da quel foro ci si potesse mettere in contatto con gli spiriti degli antenati ma anche con le forze del centro della Terra. Non a caso si è osservato come gli Anasazi abbiano costruito insediamenti e kiva vicino a luoghi particolari, cosiddetti “vortici”, luoghi dove si sprigionerebbe una forza tellurica, chiamata “vortice” perché quando si sprigiona ha la forma di spirale.

Al centro delle kiva c’era sempre anche un focolare. Un particolare che richiama alcune recenti scoperte. Come abbiamo detto sugli Anasazi si son dette spesso delle inesattezze ma una cosa sembra ormai assodata. Gli Anasazi praticavano il cannibalismo. L’ipotesi, avanzata già negli anni Sessanta sulla base del ritrovamento di alcuni crani fratturati e di ossa svuotate del midollo, è stata confermata recentemente sia tramite l’esame di alcune feci umane fossili all’interno delle quali sono stati ritrovati i resti di materiale organico umano sia grazie all’uso del microscopio elettronico. Esaminando alcuni resti di ossa si è potuto appurare che alcune di queste erano state sottoposte a cottura. Inoltre, da una pentola sono emerse tracce di mioglobina umana, una proteina presente nel cuore e nei muscoli.

Un’altra caratteristica di Casa Rinconada è il suo allineamento astrale. Sembra infatti che il sole, al momento dell’alba del solstizio d’estate, vada ad illuminare, attraverso una finestra posta sul muro a nord-nord est, una nicchia posta all’interno della kiva.

Gli Anasazi erano ossessionati dalle stelle e dal cielo. Di questo abbiamo infinite prove, tante quante sono le costruzione lasciate da questo popolo. Infatti una caratteristica comune a case, villaggi, kiva e villaggi è che sono quasi sempre allineate ad un determinato fenomeno astronomico. La conoscenza che gli Anasazi avevano dell’astronomia lascia ancora oggi sorpresi: uno degli esempi più clamorosi della loro sapienza è rappresentata da questa strada, la Grande Strada del Nord”.

Gli Anasazi costruirono molte strade, per un totale di circa 300 chilometri. Ciò che più colpisce è che molte di queste strade non portano da nessuna parte, non uniscono necessariamente tra loro villaggi e kivas ma portano semplicemente a particolari conformazioni geologiche, a sorgenti d’acqua o semplicemente a nulla.

Strade quindi costruite presumibilmente a scopo rituale, per condurre a luoghi sacri dove depositare offerte o celebrare cerimonie.

La Grande Strada del Nord di Pueblo Alto

La "Grande Strada del Nord" di Pueblo Alto

La “Grande Strada del Nord” partendo da Pueblo Alto, sulla Mesa che sovrasta Pueblo Bonito, si dirige per tre chilometri a 13 gradi ad est del Nord per poi disporsi esattamente in direzione nord per 20 chilometri con uno scarto di solo mezzo grado. Per capire la straordinarietà di questo allineamento bisogna pensare che una precisione del genere sarebbe difficile anche usando una bussola, che gli Anasazi non conoscevano. Oggi, per raggiungere risultati migliori di questo bisogna ricorrere alla tecnologia satellitare GPS, tecnologia che vanta poco più di 20 anni di vita!

La più nota studiosa della cultura del Chaco Canyon, Anna Sofaer, ritiene addirittura che tutte le maggiori costruzioni degli Anasazi presentino correlazioni con i movimenti tanto del Sole che della Luna sotto almeno tre punti di vista: il loro orientamento, le geometrie interne e le relazioni geografiche tra i vari siti. Uno sforzo immenso che ha segnato tutta la storia Anasazi: la loro vita e la loro fine…

Uno dei cow boy che scoprirono Chaco Canyon poco più di un secolo fa, Alfred Witherhill, raccontò del suo stupore nel aggirarsi per le case degli Anasazi:

“Quando entrammo nel Navajo Canyon e scoprimmo le rovine, riportammo il nostro mondo indietro di un numero imprecisato di secoli. Tutto era intatto, esattamente come era stato lasciato dagli abitanti originali. Gli oggetti erano sistemati nelle stanze come se le persone fossero appena uscite per far visita ai loro vicini. Esemplari perfetti di stoviglie erano adagiati a terra mentre utensili di ferro e altri attrezzi domestici si trovavano lì dove le donne Anasazi li avevano usati per l’ultima volta”.

La mesa verde,villaggio sotto la roccia in cui si rifugiarono gli Anasazi dopo le incursioni degli Atapasca, cioè dei Navajo e degli Apaches

La mesa verde,villaggio sotto la roccia in cui si rifugiarono gli Anasazi dopo l'abbandono delle terre in cui avevano vissuto per oltre mille anni.

Intorno al 1200 d.C. è successo qualcosa, in queste terre, che determinò il repentino abbandono da parte degli Anasazi della zona che avevano abitato per oltre mille anni. Accadde qualcosa che ancora non sappiamo ma che si rivelò decisivo, inducendo una popolazione di alcune migliaia di persone ad abbandonare quasi dal giorno alla notte le proprie case per spostarsi, inizialmente di alcuni chilometri a nord e, circa un secolo più tardi, per quasi 500 chilometri verso sud. Il problema della scomparsa degli Anasazi è ancora aperto. Tuttavia sono tre le principali ipotesi intorno alle quali si discute:

Mutazioni climatiche: Un più o meno improvviso cambiamento delle condizioni climatiche avrebbe causato una serie di carestie che avrebbero stravolto culture e allevamenti;

Necessità strategiche: Popoli vicini, meno civili ma più aggressivi, avrebbero, con continue invasioni, indotti gli Anasazi a spostarsi più a Sud. A sostegno di questa tesi c’è la parziale fortificazione dei siti di Mesa Verde, all’estremo nord dell’area della “Cultura Chaco”;

Decisione rituale: Motivazioni religiose magari causate dall’interpretazione di alcuni movimenti astrali, avrebbero spinto questo popolo religiosissimo a spostarsi per sempre, o comunque, anche se sulla spinta di motivi contingenti, a muoversi secondo un preciso copione.

E forse, proprio la spiegazione che a noi, uomini del Terzo millennio, sembra la più fantasiosa, potrebbe essere quella più logica. E non solo perché è quella che si collega meglio a quella che gli archeologici, basandosi sullo stato delle case al momento della loro scoperta, chiamano “Evidenza archeologica di un rapido spostamento”.

Ma anche perché, una volta presa la decisione – qualunque sia stato il motivo – di migrare verso sud, gli Anasazi lo fecero coerentemente con la loro cultura astronomica. Infatti la destinazione del loro migrazione finale sia stata la zona di Casas Grandes, nello Stato di Chihuahua; Ebbene Casas Grandes è esattamente sullo stesso meridiano di Chaco Canyon, il 108°.

Non solo, anche altri centri abitati dagli Anasazi dopo l’abbandono di Chaco Canyon (Atzec ruins e Salomon Ruins), benché a Nord dello stesso Chaco Canyon, sono a loro volta allineati sempre lungo il 108° parallelo.

Nessuno, ancora oggi ha saputo spiegare come questo antico popolo abbia potuto spostarsi, per oltre 600 chilometri, con tanta precisione lungo l’asse nord-sud.

Fonte:Voyager (Raidue.rai.it);youtube;evidenzaliena

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Strana figura luminosa filmata in Messico

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 27, 2009

Le misteriose analogie tra le figure luminose filmate nei cieli di Città del Messico nel 2009 e in Tepexpan, Stato del Messico nel 2008,rispettivamente da sinistra a destra.

Le misteriose analogie tra le figure luminose filmate nei cieli di Città del Messico nel 2009 (a sinistra) e in Tepexpan nel 2008 (a destra).

Il Sig. Daniel Sanchez Rosales ha filmato una figura luminosa nel cielo di Città del Messico in una zona vicino l’aeroporto.Il testimone ha affermato che il giorno seguente ha osservato la stessa identica cosa, aggiungendo che in entrambe le occasioni era presente anche suo nipote.Vale la pena ricordare che nel 2008 ho ricevuto un video simile , ripreso dal Sig. Victor Gonzalez, in Tepexpan, Stato del Messico.

Il video che segue è composto da due spezzoni:la prima parte è relativa all’avvistamento su Città del Messico nel 2009,la seconda riguarda il filmato di Tepexpan nel 2008.L’ analogia tra le due riprese è davvero sorprendente.

Fonte:Analuisacid.com;EvidenzAliena

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Misteriose luci avvistate sopra Firenze

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 26, 2009

Nuova segnalazione inviata alla nostra redazione su un presunto avvistamento ufo a Firenze datato 24 giugno 2009.

Andrea ci scrive:

Salve a tutti. La sera del 24 giugno 2009 sul cielo di firenze proprio dopo i fuochi d’artificio in onore del patrono della città sono rimasto ad osservare il cielo. E ho notato ben 3 luci che salivano piano da sopra un palazzo, era evidente che non erano stelle e ne aerei. Il tempo di chiamare mia madre e queste luci si erano già spostate e continuavano a farlo. Non so veramente cosa fossero, ma ad un certo punto sono scomparse.Però sono rimasto ancora ad osservare il cielo, ed ecco che dopo 2 minuti sono comparse altre 2 luci identiche ma più vistose.

Una di queste è salita fino ad una certa quota ed è rimasta li per molto tempo, il che mi ha dato modo di prendere il cannocchiale ed osservarla meglio. Nell osservarla con il canocchiale non ho potuto vedere bene lo stesso perche sarebbe servito qualcosa di più potente, ma ho potuto comunque osservare che, se ad occhio nudo sembrava che quella luce si “spengesse”, con il canocchiale si capiva bene che invece si stava semplicemente allontanando ad altissima velocità, facendo quindi diminuire velocemente la luminosità.

Spero di riscontrare altri testimoni.

Un saluto a tutti.

Invitiamo chiunque fosse stato testimone dello stesso evento o di altri avvistamenti su Firenze e nei dintorni a contattarci o di inoltrare la propria testimonianza tramite il commento a questo post.

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Ondata ufo su Napoli:decine di segnalazioni documentate attraverso materiale video-fotografico

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 25, 2009

La redazione di EvidenzAliena dopo aver raccolto numerose segnalazioni ufo nei cieli di Napoli relative ai mesi di maggio/giugno desidera proporre in ANTEPRIMA NAZIONALE alcune NUOVE prove video-fotografiche inviate da più testimoni,riguardanti l’ondata di ufos nel cielo di Napoli e sul territorio Italiano.

FLOTILLAS UFO SU NAPOLI:

Un testimone scrive:

Napoli,13/06/2009 ore 19:00

Il sottoscritto ha avvistato e filmato una flotta di OVNI:


Sono uscito dalla mia stanza e alzando lo sguardo al cielo ho visto moltissime di queste sfere bianche in movimento (sembravano stelle, ma nel video sono meno luminose. Inoltre a occhio nudo si vedevano benissimo mentre con la telecamera ho dovuto zoommare).

Ho chiamato anche mio fratello e un mio amico a prendere visione del fenomeno, anche per continuare a controllarlo nel frattempo che andavo a prendere la telecamera.La flotta si era spostata però, e il suo numero era diminuito (ora non so se perchè i palazzi offuscavano la vista degli altri ufo o se perchè effettivamente altri erano schizzati via).

Fatto sta che ho continuato ad osservarli e a riprenderli per altri 5 minuti circa finchè non sono andati troppo lontano (e troppo in alto) per riprenderli bene.

Il fenomeno prende nome di flotillas. Le prime e le più famose sono state avvistate in Messico. In Italia questo è il secondo caso registrato.

Un ulteriore avvistamento documentato con prova fotografica è stato ripreso a Napoli e ci è stato segnalato via e-mail.

Il Sig.Antonello ci scrive:

Salve EvidenzAliena,

vi invio gli allegati delle foto scattate alle 01:30 del 15 giugno,
durante una cena tra amici dal terrazzo del B&B La Rosa e il Peperoncino
qui a Napoli, globo di luce rossa comparso in direzione nord sulla collina
del Vomero che si sposta lentamente in direzione est- ovest e alla fine
cambia colore in un verde brillante per poi sparire all’improvviso.

-Foto di G. Irlanda; Luogo: terrazzo del B&B La Rosa e il Peperoncino -
Napoli

Ciao e grazie Antonello

Di seguito il materiale fotografico:

Foto 1:loggetto appare come una sfera di colore rossastro

Foto 1:l'oggetto appare come una sfera di colore rossastro

Foto 2:la sfera luminosa ripresa durante il suo spostamento

Foto 2:l'oggetto luminoso ripreso durante il suo spostamento

Foto 3:ingrandimento del particolare

Foto 3:ingrandimento del particolare

Foto 4:loggetto ha cambiato il suo colore dal rosso al verde prima di dissolversi

Foto 4:l'oggetto ha cambiato il suo colore dal rosso al verde prima di dissolversi

Invitiamo chiunque fosse stato testimone dello stesso evento o di altri avvistamenti su Napoli e nei dintorni a contattarci o di inoltrare la propria testimonianza tramite il commento a questo post.

Fonti:evidenzaliena;youtube;Foto di G. Irlanda; Luogo: terrazzo del B&B La Rosa e il Peperoncino Napoli

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La storia dell’umanità terrestre rivelata al contattista Eugenio Siragusa

Pubblicato da evidenzaliena su giugno 24, 2009

Filmati tratti da un brano dell’Aquila d’Oro di Orazio Valenti.Questi video sono il risultato della raccolta di preziose informazioni derivanti da oltre 50 anni di contatti del contattista Eugenio Siragusa con esseri provenienti da altri mondi.

Orazio Valenti con Eugenio Siragusa (rispettivamente da sinistra a destra)

Orazio Valenti con Eugenio Siragusa (rispettivamente da sinistra a destra)

“Vogliatevi bene, cercate di non essere negativi, abbiate la pazienza necessaria per superare le difficoltà e siate prudenti e ricchi nello spirito”

(Eugenio Siragusa)

LA STORIA DELL’UMANITA’ TERRESTRE 1/3:

LA STORIA DELL’UMANITA’ TERRESTRE 2/3:

LA STORIA DELL’UMANITA’ TERRESTRE 3/3:

Fonte:youtube;”L’aquila d’oro” di Orazio Valenti

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