La sua memoria sarà celebrata il 22 ottobre. Grazie alla guarigione inspiegabile dal morbo di Parkinson di suor Marie, Somon Pierre, la giovane religiosa francese è stata possibile una beatificazione in tempi record. La folla di fedeli presenti al suo funerale già chideva gli onori degli altari per il papa polacco.La proclamazione ufficiale c’è stata questa mattina durante il rito solenne presieduto da Papa Benedetto XVI sul sagrato della basilica di san Pietro con la presenza di oltre un milione di pellegrini. La commozione è tanta in piazza, perfino papa Benedetto XVI, che per l’occasione indossa i paramenti sacri del suo predecessore, mostra commozione durante la celebrazione. Giovanni Paolo II è beato perchè ha saputo vivere il Vangelo in semplicità e umiltà e guidato la Chiesa verso il Cristo Risorto con sapienza e giustizia. La cerimonia di beatificazione, non a caso, è avvenuta nel giorno in cui la Chiesa festeggia la domenica della Divina Misericordia, festa istituita dallo stesso pontefice pochi anni prima del suo ritorno alla Casa del Padre.
A cura della redazione di evidenzaliena
Desideriamo ringraziare anche noi con il cuore pieno di gioia,questo Grande Uomo che nel corso della sua vita ha cambiato radicalmente quelle di noi tutti,con la sua semplicità,l’umiltà e l’amore incondizionato verso il prossimo e verso Dio.Egli è stato un esempio di santità nella vita quotidiana ed ha indicato ad ogni uomo la via da seguire per conoscere il Padre.In questo giorno che sancisce la beatificazione di papa Wojtyla vogliamo ricordarlo e omaggiarlo per aver vissuto appieno la sua vita in comunione con Cristo Gesù.
Più osservo la piccolezza del nostro mondo, più rimango affascinato dalle vibrazioni cosmiche di queste immagini che trasmettono armonie di altre dimensioni, “messaggi” che viaggiano nello Spazio come astri iridescenti. Ve né una quantità. Ogni estate ne giungono di nuovi e sempre più complessi da decifrare. Eppure la “Scienza ufficiale”, asservita alle “famiglie di potere” che governano il pianeta, non li considera. Solo singoli ricercatori ne studiano i dettagli. Dal canto loro i grandi mezzi di informazione di massa occultano ad arte tutto ciò che esula dai “canoni comuni”, lasciando passare solamente piccoli riflessi di quanto viene considerato, alla meglio, un “mistero”. In questo modo tutto appare sfocato e confuso. Eppure “segni” come i “cerchi nel grano” (crop circles) potrebbero risvegliare le coscienze assopite di innumerevoli masse di persone che invece vengono rinchiuse nei recinti della “Non Conoscenza”, ipnotizzate con dosi massicce di succulenta video-spazzatura. La Terra appare come un pianeta chiuso in se stesso, succube del proprio cosmo-centrismo e malato di autolesionismo. Viaggiamo nello Spazio come un frammento dell’Universo ma siamo ben lontani dalla consapevolezza di cosa questo veramente significhi.
Solo poche migliaia di persone sono a conoscenza dell’imminente “salto vibrazionale” che innalzerà le frequenze della Terra e dei suoi abitanti, modificandone radicalmente le abitudini e gli stili di vita. Mentre il pianeta è avviato verso un evidente declino ecologico, politico ed anche religioso, giungono questi “segni” dallo Spazio che paiono manifestare la presenza di Forze Luminose ed intelligenti che cercano il “contatto” con noi. I cerchi nel grano sono uno dei segni più limpidi ed inoppugnabili e contengono “messaggi celesti” di elevata armonia che ci vengono inviati per aiutarci a “capire”, a “conoscere” le verità cosmiche. Se provate ad osservarli nella purezza della loro perfezione e complessità potrete “Sentire” una remota risonanza dentro di voi: è la vostra “Essenza divina” che vi si orienta, cercandone le frequenze per mettersi in “sintonia” con il linguaggio cosmico che trasmettono. Queste immagini meravigliose, visibili fisicamente, sono tracce evidenti di “esseri” molto più evoluti di noi che, attraverso di esse, ci parlano con un linguaggio cosmico per risvegliarci, per salvare il nostro pianeta e noi stessi. Eppure la scienza ufficiale, rendendosi francamente ridicola, ha provato a spiegarne la natura umana, con strumenti e argomentazioni miseri di fronte alla loro evidente “Saggezza” e maestosità.
Ma perché vengono nascosti alla vista delle masse? Perché non se ne parla in modo aperto alla ricerca ed alla “Conoscenza”? I poteri, sia politici sia religiosi, temono tutto questo perché sanno che un “risveglio globale” delle persone metterebbe a rischio il loro dominio. E allora avanti con la video-spazzatura ed i recinti mentali! Tuttavia questo finirà presto. Le Forze Cosmiche, i “Fratelli dello Spazio” – che non sono gli alieni dei films televisivi – stanno operando per innalzare le frequenze della Terra. Il Risveglio può avvenire a catena, mosso da semplici e sottili impulsi vibrazionali che il nostro cuore sa captare. In ciascuno di noi esiste una innata “Sete di Conoscenza” che i Poteri hanno offuscato e rinchiuso ad arte per bloccarne le aspirazioni. Tuttavia la nuova Frequenza che giunge dall’Universo non potrà venire bloccata. Molti hanno già cominciato ad assorbirla entrando in sintonia con il “Tutto”. In questo momento è più che mai necessario risvegliare questa “Sete di Conoscenza” perché ciò potrà sviluppare nella nostra mente il “Pensiero Evolutivo” che ci permetterà di riscoprire il vero potere del cuore, la nostra fonte di energia primaria.
Quando saremo altamente consapevoli di questo ci apriremo veramente all’Amore incondizionato e vedremo attivarsi in noi nuove facoltà percettive che amplieranno la sfera della nostra mente espandendo il suo potenziale oltre il limitato 4% che utilizziamo ora. Questo processo evolutivo ci porterà, gradualmente, ad acquisire la reale consapevolezza della nostra ESSENZA DIVINA aprendoci le porte al “salto di frequenza” che caratterizzerà la Nuova Era profetizzata dai Maya e da tanti “Messaggeri della Luce”.La Terra verrà “ripulita” dalle energie negative e i vecchi Poteri cadranno per lasciare il posto ad una nuova generazione di “Illuminati” che agiranno in “Sincronia Cosmica” con la Legge universale dell’Amore. Tutto questo è già scritto negli astri anche se pare fantascienza. Di fatto stanno per realizzarsi una serie di avvenimenti che collimano perfettamente con l’antica profezia Maya. Pare che nella settimana che va dal 21 al 31 dicembre del 2012 la Terra si troverà nel centro esatto della Via Lattea ed i pianeti saranno allineati perfettamente. Questo fenomeno avviene ogni 26.000 anni. È esattamente ciò che hanno previsto i Maya 5.000 anni fa!
C’è un aspetto particolare di questa nuova Frequenza. Le persone che la acquisiscono evolvono rapidamente sul piano spirituale sentendosi spinte ed attratte da un’Energia superiore che le fa “viaggiare” ad un livello più elevato. Il loro Sentire è di una qualità più sottile e raffinata. Inizialmente proveranno difficoltà perché si sentiranno poco comprese dalla massa. Tuttavia presto diventeranno veri punti di riferimento perché sapranno “Vedere” oltre il confine del tempo.
Presentata in chiave parapsicologica nel libero commento
di Giovanna Viva
L’opera di Dante è indubbiamente grandiosa sotto qualsiasi profilo la si voglia guardare. Essa nella sua vastità dà adito alle più svariate interpretazioni. Infatti gli studiosi e i commentatori in genere della Divina Commedia pervengono a prospettazioni, giudizi e conclusioni difformi tra essi; tanto si giustifica perché il discorso poetico di Dante si presenta come «fantasioso e immaginario» quindi sembra sia possibile aggiungere alle altre interpretazioni date, anche una nuova in chiave di Parapsicologia.
Soffermandoci su questa ipotesi, ben potrebbe Dante essere visto sotto la luce di persona munita di particolari ed eccezionali doti parapsicologiche.È sotto questo angolo visuale che, per quanto possa apparire assurdamente ipotetico, si intende portare questo commento al fine di poter verificare se questa spiegazione parapsicologica e cosmologica trovi riscontro o meno negli stessi versi del poeta.
Ho voluto presentare questo commento pur sapendo che le difficoltà che il lettore incontrerà saranno molte e che pertanto egli difficilmente riuscirà ad accettarne il contenuto nella sua interezza.E come esempio, si può citare l’invito fatto da Dante al lettore, che vuole avere una visione più chiara, a leggere dettagliatamente l’incontro avuto dal profeta Ezechiele.
«A descriver lor forme più non spargo
rime, lettor; ch’altra spesa mi strigne,
tanto ch’a questa non posso esser largo;
ma leggi Ezechiel, che li dipigne
come li vide da la fredda parte
venir con vento e con nube e con igne;»
Mi conforta il sapere che l’evoluzione dei tempi e le esperienze del passato hanno portato l’uomo verso una visuale della vita che tende a scrutare con gli occhi della mente tutto ciò che appare al suo sguardo, liberandosi lentamente da tutti i preconcetti terreni e dirigendosi verso una morale, che al di sopra del lento corso della civiltà, comincia a vedere la possibilità di un Cosmo abitato da Esseri che, indipendentemente se inferiori o superiori, esistono.
Sin dal tempo della venuta di Cristo in Terra, e nei secoli successivi, è stato sempre sostenuto dai grandi della Storia, della Letteratura e della Religione che l’Universo è opera di un grande Disegno Divino. Io mi limito ad aggiungere che questo universale ed eterno Dio muove le migliaia e migliaia di galassie che esistono nell’Infinito, che ogni galassia ha un Garante Spirituale di fronte a Dio «Coscienza Cosmica» e che il Garante Spirituale della galassia alla quale appartiene la Terra è Cristo.
Ed ecco la descrizione di quanto scaturisce dalla perfetta Mente Creativa che, in una riconciliazione fra apparenza e realtà, Dante ci propone. La Commedia non è la storia di personaggi esistiti nel tempo, che va studiata e approfondita in tal senso; tali personaggi vengono citati soltanto come esempio di creature vissute negli errori umani. Non è la storia della lingua fiorentina che il lettore deve conoscere, non un sogno, non un viaggio immaginario di una fantasia esaltata, ma la veritiera rappresentazione della tragicomica «Commedia della Vita» e dell’evoluzione dell’Essere che si affanna lungo la parete dirupata della pericolosa ascesa verso la perfezione.
Il fine luminoso di Dante ha lo scopo di indirizzare l’umanità al doveroso compito di conservare la positività della Forza Creativa.
E, mentre si fa sera e il buio dei giorni avanza, i lupi impazzano per le vie del mondo, vagando magnetizzati da diabolico riverbero infuocato, assalgono d’ogni parte gli agnelli rimasti, divenuti facile preda di inganni e nefandezze. Non sembra più possibile, oggi, trovare un mezzo per evitare la catastrofe che incombe sull’intero genere umano.
L’uomo ha varcato la soglia dello spazio interplanetario e si è affacciato sullo sconfinato scenario della platea universale con un bagaglio morale che, specie in questi ultimi anni, si è rivelato improduttivo e dannoso per il positivo sviluppo della sua evoluzione lungo i sentieri della Vita, ed ora il mondo va verso una guerra che può significare l’estinzione della Vita su questo pianeta.
Nel messaggio di Dante tutto ciò è stato previsto.
Nel buio che avanza senza posa, vasto è il disordine che a tutti i livelli regna nel tessuto della società umana. Conseguentemente l’uomo si trova oggi in una situazione disperata, creata da lui stesso. L’aria, l’acqua, il suolo sono avvelenati, i mari inquinati, i cibi adulterati e, tragico su tutti e su tutto, l’incombente spettro atomico batteriologico e chimico.
Tuttavia non siamo soli: in mezzo a tanta desolazione, come anche nel messaggio dantesco si rileva, ci sono altre forze ed altri fattori che ci indicano una possibilità di salvezza: una tecnologia molto più avanzata della nostra è pronta ad aiutarci. Creature provenienti dallo Spazio e corredate di qualità sensoriali, orbitanti sul piano della Coscienza Cristica, ci porgono il loro fraterno aiuto, quali interpreti della Divina Intelligenza e devoti servitori delle immutabili Leggi che istruiscono, armonizzano ed equilibrano lo sconfinato Edificio Cosmico.
Dante ebbe per maestro un amico extraterrestre, in missione sulla Terra; che questo amico si sia realmente chiamato Virgilio o di altro nome, ha per noi relativa importanza, di fronte alla grandezza del Celeste Messaggio di Verità Cosmica che, grazie a questo amico, egli portò al mondo.
Varie interpretazioni più o meno errate sono state date nel tempo, al senso di insegnamento spirituale per la preparazione all’accettazione di un nuovo cielo e di una nuova Terra, che Dante ha formulato nella terrena Conoscenza, per il miglioramento della civiltà umana, al fine dell’annullamento collettivo delle degenerazioni, degli egoismi, dei confliti fraterni. E questo perché ogni fase della vita necessita soprattutto di uno sviluppo mentale e spirituale, in grado di far comprendere il rispetto della vita, Vita che non appartiene all’uomo, poiché egli non vive per sé stesso, ma in funzione del Tutto che lo contiene, così come le cellule del corpo umano non vivono per sé stesse, ma in funzione dell’uomo a cui appartengono.
Ogni creatura, quindi, essendo parte del Tutto Creativo, vive per cooperare per quell’Equilibrio d’Amore che a Dio dà vita. Nel corso del commento il lettore incontrerà dei pensieri che si ripetono. Essi vengono ripetuti necessariamente, essendo il presente discorso del tutto sconosciuto al genere umano.
La Commedia
di Dante Alighieri
nel libero commento di
Giovanna Viva
Nell’edizione cartacea è stata pubblicata in 6 volumi:
Vol. I Febbraio 1984 Inferno:Canti I – XVII
Vol. II Marzo 1988 Inferno:Canti XVIII – XXXIV
Vol. III Novembre 1990 Purgatorio:Canti I – XVII
Vol. IV Maggio 1992 Purgatorio:Canti XVIII – XXXIII
Vol. V Luglio 1994 Paradiso:Canti I – XVII
Vol. VI Maggio 1993 Paradiso:Canti XVIII – XXXIII
La pubblicazione è stata realizzata al fine di divulgare l’Opera di Dante Alighieri sotto la sua reale tematica Cosmica e viene diffusa gratuitamente.
Di seguito abbiamo scelto un bellissimo video tratto dal Tour “Tutto Dante” promosso da Roberto Benigni in Italia e in seguito all’estero a partire dal 2006 con lo scopo di diffondere al pubblico un’ interpretazione attuale,poetica e teatrale del capolavoro Dantesco.
Vita e coscienza si uniscono in tutto ciò che noi chiamiamo “realtà fisica”, perché dalla loro unione scaturisce quella vampata multiforme di vibrazione che costituisce l’universo visibile.Gli esseri viventi emergono dall’oceano dell’Essere come la spuma emerge dai flutti del mare e chi ne osserva il continuo susseguirsi in frammentate e piccole onde, senza avere coscienza né cognizione delle profondità sottostanti, non ne potrà mai comprendere la vera ragione totale, la vera fonte generatrice e penserà che quelle onde e quella spuma sono bizzarre danze fatte di vento e di correnti.Tutto ciò che nell’universo si manifesta genera di per sé le gabbie in cui si delimita, come lo spazio ed il tempo, ma esse non hanno alcun senso nel momento in cui la manifestazione visibile torna nel grande oceano dell’Essere.Pertanto, quelle che noi chiamiamo vita e morte non sono che rappresentazioni fugaci di una commedia che trova la sua ragion d’essere in qualche ignota volontà o legge che, vibratoriamente, deve espandersi anche in questo modo.Terminata l’esperienza fugace della vita sensibile nell’inganno della materia, il grande enigma è se ogni piccola particella di vita-coscienza, reimmergendosi nell’oceano dell’Essere, conservi o meno una bolla di individualità e magari, osando ancor più nella nostra speculazione, riemerga di tanto in tanto oltre la linea della manifestazione oggettiva per proseguire il cammino dell’esperienza.In effetti, questo cammino, che non si sa quando possa avere fine, potrebbe essere la ragione ultima dell’inganno materiale.Potrebbe anche darsi che l’Essere si frammenti in miliardi e miliardi di particelle vitali per rigenerare sé stesso in una sorta di moto circolare da compiere proprio nelle esperienze manifeste, per rigenerarsi in una perpetua procreazione.
Ecco, dunque, il moto ultimo delle cose divenire anche il suo motore primevo: la “rigenerazione” attraverso la manifestazione nei piani visibili.La volontà che presiede a tutto ciò e, ancor più, se abbia un senso domandarsi quando l’oceano ha iniziato a spumeggiare, sono quesiti che probabilmente non troveranno mai risposta; ma nello spirito stesso dell’uomo che si domanda il perché della propria esistenza e nel graduale maturare di queste consapevolezza possono assommarsi sufficienti appagamenti per il nostro desiderio di conoscenza.Vivere, manifestarsi e fare esperienza, infatti, non sarebbe sufficiente se non ci fosse di pari passo anche un accrescimento di coscienza e, siccome il tempo è infinito e non esiste certo alcuna fretta nel disegno finale della “rigenerazione”, l’Essere (qualunque cosa esso sia) ha creato la scala dei supporti di coscienza, ovvero la grande varietà di forme di vita manifesta e di esseri che la ospitano.Il moto è, indubbiamente, ascendente, dal protozoo all’homo sapiens sulla Terra e, chissà, in quante altre forme di vita intelligente negli universi.Un’unica corrente ascensionale, dimora pressoché immediata di coscienza dall’atomo all’uomo, ci accomuna tutti nel percorso manifesto e, proprio per questo, in realtà non esiste alcuna differenza fra essere ed essere.
Un pesce fuor d’acqua si dibatte per qualche minuto e poi muore. In quei guizzi sempre più deboli e nel momento estremo del passaggio dalla vita manifesta all’abbandono del mezzo fisico, dobbiamo vedere uno spettacolo sacro, come nella morte fisica di qualsiasi essere manifesto: la sacralità di una cellula di vita-coscienza che segue il suo cammino e che non si perde nel nulla assoluto che è un concetto per menti pigre e vigliacche.La cosiddetta agonia di un qualsiasi essere vivente è un momento sacro quanto la cosiddetta nascita: sono entrambi manifestazioni del più finalistico disegno concepibile, della somma di tutti i nostri interrogativi, della nostra sete di certezze.
Sono la prova visibile di quel percorso che ci obbliga a capire che siamo tutti trascinati in una corrente e che, senza questo moto delle cose, esisterebbe solo l’illogico nichilismo del caso finalizzato al nulla.Esiste un battito cardiaco, nell’Essere, proprio come quello che rende possibile la nostra vita in un corpo; questo battito, questa pulsazione, è il susseguirsi della manifestazione nei cicli vitali e negli universi e, se in esso vogliamo vedere un principio vitale, come certamente c’è, è perché abbiamo raggiunto la consapevolezza che non esiste staticità bensì moto in ogni cosa ed il moto non è senza senso e senza meta.
Tutti gli universi, con le loro galassie fatte di Soli e di mondi, oppure con le varie forme vibrazionali che sono già meno della materia da noi concepita, non sono altro che la cresta dell’onda di un oceano così vitale, intelligente e permeato di coscienza che solo l’estasi di un mistico può fugacemente afferrare nei suoi momenti più elevati.
Lo sforzo più nobile della nostra intelligenza consiste nell’attraversare in moto verticale l’oceano, e non orizzontale. Nello scendere dalla cresta dell’onda alle abissali infinità che si celano sotto di esse.Non serve a nulla conoscere alla perfezione l’onda se non si conoscono il mare ed i segreti del suo moto e possiamo essere certi che le profondità da esplorare sono tali e tante che solo immergendosi coscientemente ed umilmente in esse potremo riemergere senza danni e, anzi, arricchiti di esperienza.
Camminare consapevolmente verso la “rigenerazione” dell’Essere, arricchendo la coscienza di conoscenza, è ciò che ci aspetta e che dovremo fare probabilmente all’infinito.Quest’infinità temporale che ci attende sarebbe una terribile sorte, peggiore di ogni tortura, se non fosse così finalisticamente motivata. Ma, se non lo fosse, non esisterebbe nemmeno e, probabilmente, la vita sarebbe solo quell’episodico bagliore di sconclusionati eventi che costituisce la genesi dei pigri di mente. Un infinito non senso, come una foglia morta che si ribellasse al vento d’autunno che trascina via tutte le altre.
Prima di incarnarvi, eravate indivisi. Traevate la vostra identità dal rapporto assoluto tra il Creatore e la Creazione. Eravate il Cristo, pienamente consapevole e sveglio, cosciente di se stesso, unificato, integrato. Capivate che per incarnarvi, dovevate permettere che almeno una parte della vostra identità rimanesse imprigionata nelle creature che portavate alla vita. Ciascuna di loro avrebbe posseduto una coscienza simile ad un ologramma, capace di riconoscere rettamente se stessa, simultaneamente come ‘parte’ e come ‘tutto’. Tuttavia, la presenza di questa coscienza sarebbe stata certezza, soltanto dopo il processo d’incarnazione. Durante il vostro effettivo emergere attraverso la sostanza della Terra, c’era la possibilità che alcune creature diventassero attive in maniera autonoma. Doveva esserci perciò un mezzo per regolare dall’esterno la vostra frammentazione. Volevate che una parte di voi osservasse l’intero processo.
Così, mentre vi preparavate ad entrare in rapporto con il pianeta, creaste degli esseri che vi ricordassero del vostro stato originario di consapevolezza unificata: gli angeli. Il loro valore, così come il loro limite, sorgeva dal fatto che essi non avevano nessuna comprensione del processo che stavate per intraprendere. Le istruzioni, per loro, erano di tenersi quanto bastava fuori dalle cose, fin verso la fine del processo. Poi, al ricevimento di un segnale prestabilito, avrebbero stretto rapporti di comunione con gli esseri umani della Terra di quel momento, e li avrebbero aiutati a risvegliarsi e a ritornare al loro stato originario di consapevolezza unificata. Abbiamo ricevuto quel segnale circa duemila anni fa.
Ci sono voluti quasi due millenni per prepararvi al messaggio che vi portiamo. È stato necessario educarvi, prima che fosse possibile una comunione di questo tipo. Ora, tuttavia, il momento è vicino. Le nostre istruzioni sono di risvegliarvi al ricordo dello scopo, alla memoria di voi stessi. È il momento di dare inizio al ciclo finale della Creazione Cosciente durante il quale le stesse creature terrestri parteciperanno allo svelarsi del proprio disegno. Il corpo che state creando per la dimora della consapevolezza di Cristo, è un corpo malleabile, alimentato dalle intenzioni creatrici del Padre, capace di portare a compimento il distacco dall’aspetto madre.
(Trasmissioni stellari – Un messaggio per il Pianeta terra – di Ken Carey).
“Cosi come sulla Terra vi è un numero enorme di specie differenti, nello spazio potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio”
Il Vaticano ha chiuso al convegno per una settimana una serie di astronomi, fisici e biologi per parlare dell’esistenza degli alieni ed il giorno 11 novembre ha presentato le conclusioni a cui sono giunti questi studiosi.
Quattrocento anni dopo che Galileo fu costretto ad ammettere che la Terra è il centro dell’universo, il Vaticano ha così deciso di studiare attraverso l’astrobiologia le probabilità dell’esistenza di una vita aliena e le conseguenze che avrebbe nella Chiesa cattolica. «La questione se vi sia vita su altri pianeti nell’universo, merita una seria considerazione» ha detto il reverendo Jose Gabriel Funes, astronomo e direttore della Specola Vaticana.
Padre Funes, un gesuita, durante la conferenza ha spiegato che «ci sono molti aspetti filosofici e teologici» da prendere in considerazione «anche se fondamentalmente è stata una seria discussione scientifica». Gli esperti erano circa in trenta tra cui molti non cattolici e provenivano dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Svizzera, dall’Italia e dal Cile.
Gli scienziati hanno scoperto centinaia di pianeti fuori dal nostro sistema solare tra cui i 32 annunciati recentemente dall’Agenzia spaziale europea. «Se la vita non esiste solo sul pianeta Terra, siamo in grado di metterci in contatto con altre forme di vita intelligente nello spazio» ha detto Chris, professore di astronomia presso l’Università dell’Arizona.
«Cosi come sulla Terra vi è un numero enorme di specie differenti, nello spazio potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Ciò non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre restrizioni al Creatore» aveva detto un anno Funes che ora aggiunge: «Se gli esseri intelligenti verranno scoperti, essi dovranno anche essere considerati come “parte della creazione”. Se ci fosse un incontro tra l’uomo e forme di vita extraterrestre, capiterebbe all’umanità quello che è successo quando gli europei hanno incontrato altre popolazioni. Possiamo immaginare cosa possano aver pensato le persone nate in America quando si sono incontrate con gli europei. Sarebbe anche un incontro di culture e civilizzazione».
Padre Funes ha concluso: «Non possiamo fare un grande annuncio dicendo che abbiamo scoperto la vita nell’universo. Bisogna dare agli scienziati la possibilità di poter continuare con le loro ricerche, perché nel fare ricerca possiamo imparare tante cose».