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La nuova realtà della consapevolezza divina

Pubblicato da evidenzaliena su luglio 5, 2010

“Guardate, il grande guardiano dell’era ha girato la chiave;le grandi porte si spalancano e tutti coloro di buona volontà possono accogliere il Re. Benedetti i puri di cuore, perché essi vedranno il Re. Udite! Siate forti di mente; siate puri di cuore; siate vigili nel servizio; il regno è vicino.”

Gesù, il Maestro dell’era dei Pesci

Una nuova realtà si nasconde dietro la facciata di questo mondo e della sua umanità, una realtà di incontaminata bellezza e luce. Le sono stati attribuiti molti nomi ma è riconosciuta allo stesso modo da tutti coloro che sentono e riconoscono la sua purezza. E’ la Terra Promessa discesa dal regno dei cieli, il ritorno, da lungo promesso, del Regno delle anime sulla terra. Questa nuova sfera di vita è al momento ancora indefinita nel mondo ma, nel tempo, sarà sempre più tangibilmente apparente a tutti coloro che si sono preparati a ricevere la sua luce sintonizzandosi con il suo scopo. Sarà sempre più visibile a coloro che, con la loro altruistica consacrazione e desiderio divino, hanno coltivato la capacità visiva interiore con la quale poterla percepire. La nuova realtà non è di questo mondo e quindi è completamente insensibile e indenne alle sofferenze, i dolori e le lotte della vita terrena. Non contiene dualità ove oscillare da un polo all’altro in una polarità senza fine. E’ libera dagli estremi di luce e buio, giusto e sbagliato, buono e cattivo e da tutte le altre paia di opposti che continuamente sballottano la coscienza dell’umanità da una parte all’altra e che, da secoli, hanno legato la massa dell’umanità al pendolo della futilità e sofferenza senza fine.

Questa sfera di luce che avanza, è formata da un etere chiaro e pulito, nuovo e vitale. Essa apporta alla Terra un livello di consapevolezza superiore – un livello di Consapevolezza Divina – che risuona con l’Armonia Universale. Come un Sole divino, la sua sacra natura è inerente in ogni fuoriuscente raggio di energia che irradia dal suo cuore, benedicendo, purificando, unificando e rianimando tutti gli esseri, liberando l’umanità dagli ostacoli e lotte dell’esistenza mondana, in una misericordiosa benedizione. Come questa Consapevolezza Divina ritorna sulla terra, elargendo la sua grazia a tutti gli esseri come era stato da tempo promesso, essa invita gentilmente l’umanità ad entrare nella sua sfera di protezione e risanamento, abbracciando le anime con il suo caldo amore prima di lasciare di nuovo questo mondo, insieme ad esse, verso libere sponde. Questa brillante realtà oggi avanza appena al di là delle nuvole delle intuizioni e angustie terrene, preparandosi ad elevare coloro che sono pronti a riceverla, verso esperienze e consapevolezza, sempre più grandi, della Verità che così perfettamente incorpora. Col passare del tempo, mentre l’uomo ed il suo pianeta si avvicinano alla fine di un’era, Questa Consapevolezza sta progressivamente penetrando la densità del nostro mondo, permeando irresistibilmente anche i più bui e rozzi angoli della terra. Muovendosi dai piani interiori verso l’esterno, il nuovo Regno di Luce disperde le ombre di questo mondo. Lo splendore della periferia avanzante di questa sfera divina è, per ora, solo percettibile entro le regioni superiori della consapevolezza umana, alcuni di quei livelli superiori di coscienza che informano e sostengono questo mondo e la sua umanità.

Quanti si concentrano principalmente sul piano materiale e sui loro bisogni e problemi personali, non possiedono la facoltà interiore richiesta per percepire la crescente presenza della nuova realtà nei suoi primi stadi di manifestazione. Essa resta quindi invisibile agli ignari, pur influenzando tutta l’esistenza sulla terra. Visionari e persone spiritualmente consapevoli, hanno, per millenni, predetto l’arrivo di questo nuovo e superiore ordine di realtà, ma è solo oggi, in questi nostri tempi, che esso sta lentamente ma inesorabilmente facendo sentire la sua presenza. Stiamo emergendo da un grande ciclo planetario ed entrando in una nuova era, il rinnovamento totale di questo mondo e della razza umana è imminente. Un nuovo mondo sta nascendo ai livelli sia interiore che esteriore della Terra, la Fenice planetaria sta risorgendo dalle ceneri del vecchio mondo. L’avvento del nuovo Mondo è ora così vicino che i sensibili di cuore possono già provare sensazioni della sua realtà e imminenza, possono udire i suoi toni puri, sentire le sue cadenze. E’ un sussurro di promessa di Casa e dall’al di là della ordinaria percezione umana, dietro le apparenze e illusioni di questo mondo, essa chiama l’umanità tutta.

Attualmente si possono intravedere delle fugaci apparizioni della nuova realtà che si avvicina, come se si aprissero occasionalmente delle chiare, luminose finestre o portali. Coloro che sono sensibili e intuitivi, iniziano a percepire con crescente chiarezza e soggezione, attraverso la parte più tenue del velo che circonda la terra, la realtà direttamente entro la sfera stessa della vita eterna. Essi riescono a sentire il suo fiato santo, udire il suo richiamo, rispondere ad esso e quindi prepararsi alla grande Rivelazione prossima a venire. Tali apparizioni sono generalmente brevi e fugaci; molte durano appena alcuni secondi o minuti di improvvisa epifania; altre possono continuare per ore, e in alcuni casi molto particolari, addirittura per giorni o settimane. Eppure, un solo istante di quella Grazia dall’alto ha la capacità di concedere una benedizione così immensa che tutte le preoccupazioni e apprensioni di questa vita sono istantaneamente dissolte, e quindi una fugace apparizione è tutto ciò che occorre all’esultante destinatario per conoscere ed apprezzare un esempio della gloria e realizzazione divina. In quei momenti, la propria fede e consacrazione possono essere enormemente rafforzate mentre la vita è trasformata positivamente.

Mentre la fine del ciclo si avvicina, queste apparizioni diverranno più regolari, tangibili e reali per un numero sempre crescente di persone, arricchite da stadi di purificazione ed integrazione. La loro durata sarà gradualmente estesa, finché, alla fine, il nuovo Mondo sarà più vero e reale del vecchio mondo che sarà visto scomparire. Le percezioni saranno quindi invertite e sarà il vecchio mondo che si vedrà solo in fugaci apparizioni, dato che i preparati attraverseranno il velo per emergere nella nuova luminosa realtà. Alla fine, e se il processo naturale di purificazione e rigenerazione sarà fatto giungere alla sua conclusione, la rinnovata razza umana si troverà a respirare e funzionare direttamente dall’interno della sfera della Consapevolezza divina. Ed è in questo momento che coloro che sono stati benedetti tra l’umanità avranno la piena conoscenza di essere nel mondo ma non essere del mondo e provvederanno a portare aiuto a tutta l’esistenza in difficoltà sulla Terra. Gli effetti che l’avvento della nuova realtà avrà sugli aspetti conosciuti della vita sulla Terra saranno drammatici, influenzando profondamente tutti i regni di questo mondo, dal minerale fino ai più alti livelli di consapevolezza umana. Mentre la nuova sfera di vibrazioni superiori permeerà i piani sottili del pianeta, essa purificherà la Terra da tutte le energie non integrate, forme pensiero ed emozioni. Questo processo è già in atto, e viene subito da molte persone come una specie di conflitto finale interiore, una tensione crescente tra la subentrante luce del nuovo Regno di anime ed il mondo materiale esteriore.

Questo è anche il momento da lungo atteso dallo stesso pianeta Terra: la sua rinascita in una espressione di vita superiore, facilitata da energie e forze cosmiche rilasciate per mezzo della precisa attività del meccanismo cosmico, il processo di rotazione del sole, delle sfere planetarie e dello zodiaco. La Terra si accinge a liberarsi presto da tutto il cumulo di pressioni che l’umanità ha imposto su di essa in millenni di abusi e eccessivi sperperi delle sue risorse a scopi egoistici. Presto tutti i suoi regni saranno riportati al loro stato vergine originale, lo stato paradisiaco di integrità incontaminata, e di vibrante e salutare vita. Una volta ristabilito l’equilibrio e riportata la terra in armonia con le leggi cosmiche, essa potrà di nuovo fornire una matrice stabile e portante da dove la nuova umanità potrà librarsi verso l’alto, verso la luce e l’accesso a sfere di esistenza superiori e raggiungere più prontamente lo Scopo della vita. Sulla vecchia terra, la porta d’accesso al Divino è stata molto oscurata o chiusa a tutti, salvo le anime più evolute, a causa dell’esteso inquinamento di mente, anima e corpo dell’umanità, e dell’atmosfera altamente contagiosa di egoismo, paura e avidità che tutto ciò ha causato su scala mondiale. La nuova Terra, libera da grossolanità ed impurità, sarà di nuovo allineata al Piano divino come una volta, con la sua funzione di leggiadra sfera per il raggiungimento di consapevolezza divina; un mondo ove gli esseri viventi possano inseguire con tutta serenità il solo scopo della vita: il processo di santa Trasfigurazione.

GUARDA IL VIDEO

Fonte:animazen.it di Matteo Cervi – youtube (canale: AngeloSenzaVeli)

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Risveglio e Consapevolezza

Pubblicato da evidenzaliena su marzo 2, 2010

Solo quando l’uomo subira’ il vero “Risveglio” e abbandonera con “Consapevolezza” tutte le negativita’,riuscira ad uscire dal cerchio della visualizzazione del mondo artificiale,solo allora vedra’ che fuori il matrix c’è un mondo unico,dove l’uomo e spazio si fondono in un unico essere uniti come le stelle,noi siamo vibrazione,noi siamo amore,perchè non basta essere solo uomini,ma uomini sacri.La vita è un itinerario, una lunga via, da percorrere più o meno agevolmente. Nostro malgrado giungeremo alla fine. L’unico “bene” certo, qualche attimo prima di cambiare il nostro caro e amato vecchio abito liso, sarà il “vero volto”, l’originale che qualche anno addietro ci consentì di nascere umani.

Quale sarebbe, dunque, il legame tra il proprio piccolo sé o anima e il Sé omnicomprensivo? Tutto dipende dalle proprie identificazioni, da ciò che crediamo o supponiamo di essere.Cosa implica, in pratica, la Via della consapevolezza? Pur mantenendo la specificità del nostro essere individuale, le identificazioni con le peculiarità del proprio piccolo e ipotetico sé fittizio si attenueranno sempre di più e la coscienza personale, espandendosi in una sfera d’influenza molto più estesa, percepirà un senso di unità e interdipendenza con il tutto, lo spirito assoluto, il Brahman. Le intuizioni diverranno più profonde, vere e proprie certezze.

QUESTO NON E’ UN SEMPLICE VIDEO,MA UN VIAGGIO ATTRAVERSO IL RISVEGLIO E LA CONSAPEVOLEZZA DI OGNUNO DI NOI…

…ESSERI COSMICI NEL CAMMINO DELLA VITA…

Fonte:youtube (canale  “AnticoOrdine”)

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Scienziato britannico sostiene che l’umanità ha origini aliene

Pubblicato da evidenzaliena su febbraio 7, 2010

Un affermato scienziato britannico ha dichiarato che gli esseri umani sono tutti “alieni” giunti sulla terra dallo spazio .

Il Prof Chandra Wickramasinghe sembra aver dimostrato attraverso la sua ricerca che tutti gli esseri umani erano “alieni”. Il professore ha affermato che questa può essere la prova che gli esseri umani e tutta la vita sulla Terra, proviene dallo spazio esterno, probabilmente da alcune comete che hanno colpito il pianeta.Il professore, dell’Università di Cardiff, ha detto che la nuova ricerca prova in modo “schiacciante” che la vita umana è iniziata  fuori dalla nostra Terra. L’astrobiologo ha detto che i primi “semi della vita” sono stati depositati dallo spazio sul nostro pianeta  circa 3.8 miliardi di anni fa. La testimonianza,è stata pubblicata dal Cambridge University’s International Journal of Astrobiology.”Sì, siamo tutti alieni – condividiamo una discendenza cosmica”, ha detto il prof Wickramasinghe.”Ogni volta che un nuovo sistema planetario forma dei microbi pochi superstiti trovano la loro strada nelle comete.Questi successivamente si moltiplicano con ulteriori semi appartenenti ad altri pianeti “. Ha poi aggiunto: “Noi siamo così a far parte di una catena di collegamento che si estende in vasta quantità nel cosmo. Le prove puntano inesorabilmente in questa direzione “. Il Prof Wickramasinghe ritiene che la vita si è trasferita da un pianeta all’altro nel corso di miliardi di anni. Egli crede che le comete abbiano colpito i pianeti spingendo la “materia vivente” nello spazio. Egli ha detto che alcuni microbi sono sopravvissuti e hanno trovato il loro habitat su nuovi pianeti in un lasso di tempo di milioni e milioni di anni. Il professore e il suo collega scomparso Sir Fred Hoyle hanno sempre difeso infatti la cosiddetta “panspermia”,una teoria scientifica  dal 1960 che definisce appunto tale concetto.”Entriamo in una nuava decade – il 2010 – con una chiara ed importante testimonianza sulla nostra probabile discendenza aliena con la consapevolezza dell’esistenza di vita extraterrestre su scala cosmica.”

Fonte:telegraph.co.uk – Traduzione in italiano a cura di evidenzaliena.wordpress.com

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Ultimi studi Nasa,su marte c’era vita e forse c’è ancora

Pubblicato da evidenzaliena su gennaio 12, 2010

di Emanuela Longo

Prepariamoci, nel corso delle prossime settimane, a ricevere prove concrete circa l’esistenza di forme di vita su Marte. Ad anticiparcelo sono gli studiosi della Nasa, impegnati in una complessa ricerca sui meteoriti caduti sulla Terra e provenienti dal “pianeta rosso”.“Ci manca davvero poco per dimostrare definitivamente che su Marte c’era e forse c’è ancora vita”, questa è una delle ultime dichiarazioni proveniente dal responsabile di astrobiologia della Nasa, David S. McKay.

Gli studi che porteranno a confermare o meno la presenza di forme di vita su Marte, si sono concentrati in particolare sul meteorite caduto in Antartide circa 13.000 anni fa, trovato poi nel 1984 da una ricercatrice Nasa e oggi noto come AHL84001. Negli ultimi mesi dello scorso anno, le ricerche si sono arricchite di strumenti molto più sofisticati rispetto a quelli impiegati nel corso del passato decennio, grazie anche all’utilizzo di una tecnica chiamata “fascio ionico focalizzato”, e i risultati sono stati a dir poco sorprendenti: tutto ciò che è all’interno del meteorite, può essere spiegato solo attraverso un’origine biologica.

AHL84001, tuttavia, non fu l’unico meteorite giunto sulla terra. Più recentemente ne caddero altri due, sempre di provenienza marziana. Uno, in particolare, caduto in Egitto nel 1911 e frantumatosi in una quarantina di frammenti, è stato sottoposto agli stessi studi, così come il terzo, caduto sempre nell’Antartide, e i risultati sono stati i medesimi. In entrambi i nuovi casi, sono stati ritrovati gli stessi elementi di provenienza biologica e che alimenterebbero ulteriormente le prove della vita sul pianeta.

Fonte:newnotizie.it

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Anomalie su Marte e tracce di vita nell’universo

Pubblicato da evidenzaliena su gennaio 8, 2010

Foto Nasa:la regione denominata Cydonia situata fra le alte Terre di Arabia e le basse pianure del nord.Tra le misteriose strutture scoperte nella zona emerge un particolare che somiglia incredibilmente ad un volto umano.

di Mauro Paoletti

Il pianeta rosso continua a mostrare immagini che lo ritraggono come un luogo abitato; sicuramente lo era in un tempo remoto, rimane da stabilire se lo sia ancora.

Strutture urbane, opere murarie e ingegneristiche, resti di viadotti, strani monumenti, volti e piramidi, emergono, scomodi fantasmi e unici testimoni ignorati, inascoltati, di un brano di storia celato fra le pieghe del tempo.Molte sonde sono state inviate a spiarne la superficie e cercare le tracce di vita intelligente. Le foto pervenute mostrano rovine e strutture definite da linee e angoli retti in molte aree del pianeta, evidenti segni di uno sviluppo artificiale. Dopo Marte, la sonda Phobos 2 iniziò a fotografare una delle lune marziane, quella dalla quale prese il nome. Mentre svolgeva questo compito interruppe misteriosamente le trasmissioni; era il 27.3.1989. La Tass scrisse: “Un oggetto sconosciuto si è avvicinato alla sonda prima che perdesse il contatto con il controllo a terra”.

Le foto di Phobos presentano un obelisco ed una piramide.Una delle ultime foto inviate presentava, vicino all’equatore del pianeta, un’ombra allungata di forma ellittica di circa trenta chilometri e larga uno e mezzo. L’ultima foto è stata mostrata nel 1991, dal colonnello dell’aeronautica Sovietica, Marina Popovitch, durante una conferenza a San Francisco. L’istantanea mostra un oggetto allungato simile ad un missile che va a schiantarsi contro la sonda. Non risulta chiara la provenienza dell’oggetto, ma resta il fatto che la sua forma è ben visibile ed ogni ipotesi diviene plausibile.La presenza di UFO intorno a Marte sembra accertata dalle foto scattate dalla stessa sonda che mostrano le ombre di oggetti volanti di notevole grandezza. Astronavi di grandi dimensioni come quella rilevata tempo fa davanti al nostro pianeta.

Si dice anche che Marina Popovitch abbia rivelato la penultima foto; ne esisterebbe ancora una mai vista che ritrarrebbe “qualcosa che non doveva essere lì”. Fra 27.000 immagini sono apparsi, in seguito ad alcuni ingrandimenti di una zona che alcuni considerano l’antico letto di un oceano sconvolto da qualche antico cataclisma, strani condotti che si perdono nel sottosuolo del pianeta; una serie di grossi collettori rinforzati; ancora intatti, in ottime condizioni, tanto da far sospettare possano essere tuttora funzionanti.Non si tratta di dune di sabbia o di qualche fenomeno geologico; neanche di rocce rese lucide dalla forza erosiva del vento che assumono forme brillanti sul suolo marziano.L’apparente traslucida composizione di queste strutture è interamente estranea alla geologia e topografia del luogo. È fuori dubbio si tratti di qualche genere di costruzione.

Attaccate l’una all’altra, rotonde e lucenti al punto di giunzione dimostrano che si tratta di oggetti resistenti in contrapposizione a naturali formazioni geologiche. La lucentezza del materiale li rende simili a tubi di vetro. Corrono lungo una crepa dell’antico piano di un ipotetico oceano. Rinforzati a distanza regolare da archi cilindrici, ben evidenziati sul terreno, diversi dalla conformazione di questo, uguali fra loro e parte sostanziale della struttura.La foto che evidenzia il particolare dei due tubi posti uno sopra all’altro fornisce, forse, la prova più evidente di qualcosa di altamente tecnologico, dato che risulta chiaramente visibile una banda intorno ad entrambe le strutture nel punto di giunzione per rinforzarne la connessione.Osservando le foto possiamo vedere altre fenditure nel terreno dalle quali a tratti affiorano appena alcune strutture; fornendo l’idea di giganteschi collettori artificiali di un sistema probabilmente usato per attingere acqua dal sottosuolo.La forma tubolare delle strutture e il fatto che siano state situate in un punto ben preciso suggerisce possa trattarsi di un sistema di trasporto.

I segni di erosione intorno alle strutture non sono prodotti dal vento ma dall’acqua, che può essere finita nei sotterranei marziani Gli esperti sono convinti che la fenditura non sia stata prodotta dall’erosione di un fiume, ma da una mole di acqua più consistente come quella di un mare.Se il luogo è, per così dire, il bacino di un antico mare e se le strutture sono in eccellenti condizioni, allora è possibile che queste, originariamente, siano state erette in un antico mare poco profondo.Da qui l’ipotesi di un sistema simile a quelli usati sul nostro pianeta per desalinizzare l’acqua di mare. La membrana, visibile tra gli archi, infatti può permettere l’accesso all’acqua ma non ai solidi, sali e altri residui in essa contenuti.La messa in opera dei “tubi” in quel preciso luogo può essere stata scelta dai costruttori come la miglior locazione per l’accesso all’ultima acqua.Il suolo è composto da rocce di granito poroso e fine sabbia, segno che un tempo nella zona vi era molta vegetazione e quindi acqua.

Tutto questo avvalora la teoria che le strutture facciano parte di un gigantesco sistema di trasferimento dell’acqua.Si nota inoltre che la grande fenditura è allineata con la più evidente anomalia. Sembra che le strutture possano aver indebolito il suolo dove erano poste contribuendo allo sprofondamento.Nella stessa area, a destra delle anomalie, esiste un grandissimo cratere formatosi in seguito all’impatto di una grossa meteora, che forse ha causato la progressiva scomparsa dell’oceano nel sottosuolo.Qualcuno ipotizza possano anche essere i resti di qualche genere di radici giganti, quel che rimane di qualche verme o creatura marina sconosciuta, oppure la loro secrezione rimasta nella tana.Se così fosse, dato che resti organici non possono rimanere cosi a lungo in eccellenti condizioni, mostrando un tessuto duro, traslucido e di qualità, dovremmo ripartire da zero nello studio della vita e riconsiderare tutte le cose fin qui apprese.Quindi questi resti, un tempo subacquei o sotterranei, erano utilizzati come impianto per il trasporto di acqua, veicoli oppure persone. Inoltre, apparentemente, dalla sola osservazione delle foto e purtroppo non da un diretto rilevamento in loco, sembra che l’abbassamento non abbia danneggiato le strutture, esteriormente in buone condizioni, provviste di una robustezza e resistenza inconcepibile per noi.

Può anche darsi che la lucidità sia la caratteristica del materiale consistente e durevole usato, a noi sconosciuto; ma tale lucentezza può indicare anche un genere d’illuminazione artificiale derivata da un processo tecnologico avanzato. Questo implica che l’impianto possa essere ancora funzionante e i costruttori in vita. Artefici sconosciuti perché siamo nell’impossibilità di stabilire quando sia avvenuta la messa in opera della costruzione.Senza accorgersene stiamo parlando di vita intelligente e di acqua che può ancora esistere sotto il suolo di Marte.Fantasie o cattiva speculazione, ma gli occhi osservano qualcosa che difficilmente si può spiegare in un modo diverso.A tale proposito dobbiamo puntualizzare che nel 1980 un membro della NASA rilevò in due foto una sorgente di acqua. Le immagini furono pubblicate in un libro e i dati furono accettati dalla NASA che, da allora, ha tenuto deliberatamente coperto il tutto.

Da questo punto di vista Marte continua a rivelare molti particolari sconcertanti: un cilindro o un oggetto rotondo dentro un cratere; due oggetti rettangolari uniti assieme come un martello, una superficie che presenta una strana linea curva, simile alla parte anteriore di una conchiglia, che fa pensare al mascheramento dell’ingresso di ambienti sotterranei. Suggestive tracce lineari parallele nella “Nirgan Vallis” suggeriscono il trasporto di pesanti macchinari.Chiara, innegabile, la punta di un tetraedo, le cui effettive misure sono solo immaginabili visto che la sua base è protetta da milioni di anni dalla sabbia adagiata ai suoi lati. Potrebbe essere più grande della Grande Piramide di Giza.In una delle tante foto si osserva un fascio di luce che fuoriesce da una collinetta, parte esterna e finale di un tunnel, in un’altra una potente sorgente luminosa, prove lampanti circa l’uso di moderne tecnologie.Ben riconoscibili le sedi di agglomerati urbani; la zona di Cydonia è la più famosa con le piramidi e la sua enigmatica faccia, altrettanto la “Città Inca” qui visibile anche in una immagine ravvicinata; ma vi sono altre zone che mostrano reticolati tipici dell’urbanizzazione del territorio come la grande struttura urbana vicino ad “Ares Vallis“.

Non meno intrigante la regione di “Syrtis Planum“, ove appare una estesa zona con molte formazioni geologiche difficilmente classificabili come formazioni naturali e che fanno pensare ad i resti di una zona urbanizzata. A tale proposito vale ricordare quanto affermato da Sitchin, dopo aver osservato le foto della sonda Phobos 2; egli ha osservato simili strutture in molte zone di Marte e non ritiene che costruzioni delineate da angoli e linee rette possano essere naturali ma piuttosto artificiali.Molti libri riproducono la foto del Mariner 9, N. 4209-75, classificandola “Terminal di un aeroporto“, che occupa un area di 25 km2. Sempre dal Mariner 9 giunge la foto pubblicata da Carl Sagan nel suo libro Cosmos che riprende alcune piramidi in una zona di Marte. Sembra che le piramidi siano le costruzioni più numerose sulla superficie marziana.

Ovviamente “qualcuno” parla di immagini distorte, ritoccate, truccate, ma le foto sono state estrapolate direttamente dai siti MSSS della NASA.Attraverso quelle immagini riaffiorano, dalle sabbie marziane che le ricoprono, astronavi di grandi dimensioni, immobili testimonianze di civiltà perdute.Dagli archivi del MSSS, Efrain Palermo ha estratto la foto di una nave spaziale di forma triangolare insabbiata in una vasta area pianeggiante e desertica.Nell’osservazione della prima foto in alto a sinistra, risulta evidente che lo scafo ha effettuato un atterraggio di fortuna forse in seguito ad un’avaria, impattando duramente al suolo. La sua lunghezza raggiunge i cento metri. Gli esperti suggeriscono che la sua direzione viene indicata dalla zona più chiara, a forma di ventaglio aperto, effetto dell’esplosione avvenuta nel lato destro del velivolo. La zona indica la diffusione dei detriti in seguito allo scoppio. La nave proveniva dal lato superiore sinistro ed era diretta vero il lato in basso a destra.

Nella zona più chiara, segnata dai detriti, si nota un lato e il dietro dell’oggetto; è ben visibile anche la vera scia lasciata sul terreno dalla manovra d’atterraggio, indicata da solchi paralleli e causata dal sistema di propulsione. Sul lato destro un prolungamento sospeso proietta un ombra sulla superficie marziana, ed al centro dello scafo una croce scura, poco al di sopra di una depressione, forse causata dall’esplosione. L’astronave ricorda il TR-3B fabbricato a metà degli anni ottanta a Groom Lake su progetto finanziato dal NRO, NSA e CIA. Edgard Fouche ha dichiarato che il TR-3B è frutto di retro ingegneria aliena; misura 180 metri ed è provvisto di un rivestimento esterno capace di modificare il potere riflettente, assorbe il radar e lo inganna celandosi ad esso, o facendo in modo che lo strumento rilevi informazioni errate. Dotato di un anello circolare che circonda l’equipaggio, riempito di plasma basato sul mercurio che come superconduttore altera la gravità interrompendone l’attrazione. Ha fatto gridare all’ufo per molti anni; basta ricordare gli avvistamenti di velivoli triangolari in Belgio e nei pressi dell’Area 51.

Un altro oggetto volante “alieno” lo si osserva nella foto che ritrae il sistema di canyon della “Valle Marineris”. Apparso anni fa nel sito The Enterprie Mission di Hoagland a firma di Michael Bara. Di forma ovale, simile al guscio di una testuggine o di un grosso trilobite preistorico, misura novecento metri di lunghezza, nove di larghezza e trentasei di altezza. Viene classificato come una nave spaziale da crociera utilizzata per scopi turistici perché la zona di Marineris è in effetti stupefacente e si presta a visioni panoramiche da mozzare il fiato. Se in tempi remoti Marte era un pianeta simile alla Terra l’effetto doveva essere straordinario.Sono visibili enormi finestre di nove metri per trentasei nella parte anteriore, si nota la dorsale aerodinamica centrale. Dai segni di erosione gli esaminatori hanno stimato che la nave si trova in quel punto da centinaia di migliaia di anni, costretta ad un atterraggio forzato in seguito ad un’avaria. Si è ben preservata perché il canyon l’ha protetta dal vento. Al suo interno potrebbe essere tutto come lo era al tempo dell’impatto e qualche Indiana Jones sogna di mettere piede su quell’astronave.

Possiamo affermare che si tratta di scafi alieni perché ipotizzare che astronauti russi o americani siano giunti sul pianeta e abbiano subito incidenti in fase di atterraggio, è pura e semplice fantascienza. L’attuale tecnologia terrestre, quantomeno quella nota, non è idonea a trasportare gli uomini e i mezzi necessari a instaurare una base su di un lontano pianeta della nostra galassia.Chi dunque abitava, o abita, su Marte? Una sconosciuta razza aliena, forse sterminata da guerre o da cataclismi? Gli Annunaki, menzionati da Sitchin nei suoi libri, che colonizzarono la Terra per sfruttarne le risorse minerarie e crearono l’uomo, attraverso una manipolazione genetica, per servirsene? Oppure gli antichi abitanti erano i nostri antenati? Eric Von Daniken sostiene che sul nostro pianeta giunsero i superstiti di una cruenta guerra costretti a nascondersi ai nemici nel sottosuolo terrestre. Siamo noi i sopravvissuti del pianeta rosso?Si aprono scenari fantascientifici che generano solo speculazioni, ma sembra certo che intorno al pianeta vi sia “qualcuno” che cerca di impedire alle sonde di carpirne i segreti. Molte le domande cui gli addetti devono rispondere. Difficilmente si può parlare di mistificazione, quindi è obbligatorio fornire altri dettagli; finiamola con le commedie, gli insabbiamenti e i sotterfugi, è il momento di informare seriamente l’opinione pubblica.

…NON SIAMO SOLI…

Fonte:edicolaweb.net – youtube

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Ogni vita manifesta è un episodica manifestazione dell’Essere

Pubblicato da evidenzaliena su dicembre 29, 2009

Articolo di Antonio Bruno

Vita e coscienza si uniscono in tutto ciò che noi chiamiamo “realtà fisica”, perché dalla loro unione scaturisce quella vampata multiforme di vibrazione che costituisce l’universo visibile.Gli esseri viventi emergono dall’oceano dell’Essere come la spuma emerge dai flutti del mare e chi ne osserva il continuo susseguirsi in frammentate e piccole onde, senza avere coscienza né cognizione delle profondità sottostanti, non ne potrà mai comprendere la vera ragione totale, la vera fonte generatrice e penserà che quelle onde e quella spuma sono bizzarre danze fatte di vento e di correnti.Tutto ciò che nell’universo si manifesta genera di per sé le gabbie in cui si delimita, come lo spazio ed il tempo, ma esse non hanno alcun senso nel momento in cui la manifestazione visibile torna nel grande oceano dell’Essere.Pertanto, quelle che noi chiamiamo vita e morte non sono che rappresentazioni fugaci di una commedia che trova la sua ragion d’essere in qualche ignota volontà o legge che, vibratoriamente, deve espandersi anche in questo modo.Terminata l’esperienza fugace della vita sensibile nell’inganno della materia, il grande enigma è se ogni piccola particella di vita-coscienza, reimmergendosi nell’oceano dell’Essere, conservi o meno una bolla di individualità e magari, osando ancor più nella nostra speculazione, riemerga di tanto in tanto oltre la linea della manifestazione oggettiva per proseguire il cammino dell’esperienza.In effetti, questo cammino, che non si sa quando possa avere fine, potrebbe essere la ragione ultima dell’inganno materiale.Potrebbe anche darsi che l’Essere si frammenti in miliardi e miliardi di particelle vitali per rigenerare sé stesso in una sorta di moto circolare da compiere proprio nelle esperienze manifeste, per rigenerarsi in una perpetua procreazione.

Ecco, dunque, il moto ultimo delle cose divenire anche il suo motore primevo: la “rigenerazione” attraverso la manifestazione nei piani visibili.La volontà che presiede a tutto ciò e, ancor più, se abbia un senso domandarsi quando l’oceano ha iniziato a spumeggiare, sono quesiti che probabilmente non troveranno mai risposta; ma nello spirito stesso dell’uomo che si domanda il perché della propria esistenza e nel graduale maturare di queste consapevolezza possono assommarsi sufficienti appagamenti per il nostro desiderio di conoscenza.Vivere, manifestarsi e fare esperienza, infatti, non sarebbe sufficiente se non ci fosse di pari passo anche un accrescimento di coscienza e, siccome il tempo è infinito e non esiste certo alcuna fretta nel disegno finale della “rigenerazione”, l’Essere (qualunque cosa esso sia) ha creato la scala dei supporti di coscienza, ovvero la grande varietà di forme di vita manifesta e di esseri che la ospitano.Il moto è, indubbiamente, ascendente, dal protozoo all’homo sapiens sulla Terra e, chissà, in quante altre forme di vita intelligente negli universi.Un’unica corrente ascensionale, dimora pressoché immediata di coscienza dall’atomo all’uomo, ci accomuna tutti nel percorso manifesto e, proprio per questo, in realtà non esiste alcuna differenza fra essere ed essere.

Un pesce fuor d’acqua si dibatte per qualche minuto e poi muore. In quei guizzi sempre più deboli e nel momento estremo del passaggio dalla vita manifesta all’abbandono del mezzo fisico, dobbiamo vedere uno spettacolo sacro, come nella morte fisica di qualsiasi essere manifesto: la sacralità di una cellula di vita-coscienza che segue il suo cammino e che non si perde nel nulla assoluto che è un concetto per menti pigre e vigliacche.La cosiddetta agonia di un qualsiasi essere vivente è un momento sacro quanto la cosiddetta nascita: sono entrambi manifestazioni del più finalistico disegno concepibile, della somma di tutti i nostri interrogativi, della nostra sete di certezze.
Sono la prova visibile di quel percorso che ci obbliga a capire che siamo tutti trascinati in una corrente e che, senza questo moto delle cose, esisterebbe solo l’illogico nichilismo del caso finalizzato al nulla.Esiste un battito cardiaco, nell’Essere, proprio come quello che rende possibile la nostra vita in un corpo; questo battito, questa pulsazione, è il susseguirsi della manifestazione nei cicli vitali e negli universi e, se in esso vogliamo vedere un principio vitale, come certamente c’è, è perché abbiamo raggiunto la consapevolezza che non esiste staticità bensì moto in ogni cosa ed il moto non è senza senso e senza meta.

Tutti gli universi, con le loro galassie fatte di Soli e di mondi, oppure con le varie forme vibrazionali che sono già meno della materia da noi concepita, non sono altro che la cresta dell’onda di un oceano così vitale, intelligente e permeato di coscienza che solo l’estasi di un mistico può fugacemente afferrare nei suoi momenti più elevati.
Lo sforzo più nobile della nostra intelligenza consiste nell’attraversare in moto verticale l’oceano, e non orizzontale. Nello scendere dalla cresta dell’onda alle abissali infinità che si celano sotto di esse.Non serve a nulla conoscere alla perfezione l’onda se non si conoscono il mare ed i segreti del suo moto e possiamo essere certi che le profondità da esplorare sono tali e tante che solo immergendosi coscientemente ed umilmente in esse potremo riemergere senza danni e, anzi, arricchiti di esperienza.
Camminare consapevolmente verso la “rigenerazione” dell’Essere, arricchendo la coscienza di conoscenza, è ciò che ci aspetta e che dovremo fare probabilmente all’infinito.Quest’infinità temporale che ci attende sarebbe una terribile sorte, peggiore di ogni tortura, se non fosse così finalisticamente motivata. Ma, se non lo fosse, non esisterebbe nemmeno e, probabilmente, la vita sarebbe solo quell’episodico bagliore di sconclusionati eventi che costituisce la genesi dei pigri di mente. Un infinito non senso, come una foglia morta che si ribellasse al vento d’autunno che trascina via tutte le altre.

Fonte:edicolaweb.net

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